La cucina del Salento

Eccomi qua dopo le ferie…quest’anno la meta è stata la Puglia, in particolare Santa Maria di Leuca con escursioni a Gallipoli e Otranto.

Il rientro dalle ferie è sempre duro, si torna ai soliti ritmi frenetici e soprattutto si riguarda sempre l’orologio, cosa che in vacanza non seccede MAI. Un pezzettino del mio cuore l’ho lasciato nel Salento, con i suoi ulivi, il calore della gente e soprattutto il suo splendido mare con dei colori che si mischiano con il cielo.

Ogni giorno abbiamo assaggiato dei piatti diversi, diciamo che la cucina tipica salentina è umile e povera ma molto nutriente e ricca di sapori. Alcuni pasti  hanno origini antichissime, come i fichi secchi, altamente energici; le uliate, pane tipico condito con olive nere e volendo anche con cipolle, pomodori e un pizzico di peperoncino; le pucce, un tipico pane morbido fatto con farina di segala e una lievitazione lunga e naturale. Questo pane lo abbiamo mangiato arricchito nel suo impasto con le olive o con della verdura. Quando siamo stati in visita a Gallipoli lo abbiamo assaggiato farcito, praticamente lo puoi farcire come vuoi, con affettati, tonno, acciughe,  verdure, pomodori secchi, funghi, formaggi, chi più ne ha più ne metta, e creare un mix esplosivo di gusto!

Come primi piatti la pasta delle tagliatelle unita ai ceci diventa “ciceri e tria” , le mitiche orecchiette che ho gustato con le altrettanto mitiche cime di rapa (non potete andare in Puglia e non mangiarle), i bambini invece hanno molto apprezzato i “minchiareddhi” conditi con sugo di pomodori tipici delle terre del Salento.

Abbiamo poi mangiato delle focacce di patate e ricotta ripiene di verdure diverse, le frise d’orzo o di grano, molto versatili da condire.

frise

Per quanto riguarda i secondi piatti mio marito ha mangiato dei pezzetti di cavallo al sugo, mentre io una sera avevo scelto delle polpette al sugo che nella forma erano abbastanza grandi ed erano veramente molto saporite preparate con carne di vitello e di maiale. In una terra con un mare così bello si poteva non assaggiare il pesce? Bhè, proprio no, quindi spazio agli spaghetti con frutti di mare, aragosta alla Salentina; a Otranto abbiamo mangiato frittura di pesce e Tommy in particolare ha assaggiato le cozze fritte, io invece un ottimo hamburger di salmone con pesto di pistacchi. Il mare del salento offre poi polipi (che, tra l’altro, vedevamo nascosti tra gli scogli quando andavamo a fare il bagno, così come i ricci di mare e i granchietti), tonno, cernia, triglie, orata, dentice, sgombri…

 

Veniamo poi ai dolci, diciamo che ci siamo trattenuti ma passare davanti alle pasticcerie era una tentazione continua. Tra tutti cito il pasticciotto, un cestino di pasta frolla riempito con crema pasticcera o altre creme. Al mattino non potevamo non comprare una selezione variegata di paste e biscotti fatti rigorosamente in modo artigianale dal fornaio. Nelle nostre visite a Gallipoli e Otranto poi abbiamo avuto l’immenso piacere di assaggiare diversi semifreddi di varie pasticcerie che in quelle giornate così calde ci rinfrescavano il palato con un gusto esplosivo di agrumi.

Dopo aver fatto queste vacanze posso proprio confermare una frase che ho sentito in un film …

“Quando un forestiero arriva al sud piange due volte, quando arriva e quando parte”

 

 

 

 

 

 

 

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